Breve cronaca di un laboratorio esperenziale per Coach “in erba” e Coach più esperti - Coaching’s LAB del 17 febbraio 2010
L’opportunità che PNL in Pratica ci da con l’organizzazione dei Laboratori permette di osservare, imparare e comparare stili diversi, unitamente al fare pratica, auto – osservarsi e ricevere feed back in un ambiente stimolante e di confronto. L’istantaneità del feed back, confermato dall’occhio della telecamera ci aiuta e allena ad un occhio esterno, dando così conferma di ciò che abbiamo agito (aumentando il grado di consapevolezza) e direzione a nuovi stili di apprendimento.La pratica, l’auto-osservazione, il feed back preciso come tratti distintivi di uno sviluppo reale e concreto.
In una prima sessione abbiamo avuto modo di capire come di fronte a una criticità inerente il lavoro, il confronto con tutto ciò che è importante per il coachee, ovvero altri valori quali l’amore, la famiglia ecc.,possano essere elementi funzionali a capire la “relazione” tra i valori stessi e aiutare il coachee a “riordinare” i pensieri poco funzionali, in una strategia più motivante e d’insieme.
Le chiavi di lettura stanno come sempre nelle parole e nei silenzi del coachee…attraverso domande di esplorazione il coach ha utilizzato strumenti di pnl utili per “individuare” le sensazioni negative agganciate ai pensieri poco funzionali; sempre tramite le preferenze sensoriali del coachee, è stato possibile aiutarlo a sostituire “la sensazione”per lui stesso ansiogena, dopo averla accuratamente descritta , con una nuova e dunque con un nuovo “status” di leggerezza.
Interessante è stato poi notare come non porre completa attenzione alla comunicazione del coachee (soprattutto a livello non verbale e para verbale) produca degli atteggiamenti (seppur impercettibili a un occhio non allenato) di chiusura; nei momenti di maggiore efficacia invece, dal coachee sono venute fuori interessanti connessioni e nuove soluzioni creative.
Durante la seconda Coaching’s session il lavoro si è incentrato dapprima sull’analisi di un’equivalenza complessa che il coachee poneva da subito come postulato “dosare le energie = avere più tempo”… anche qui mediante domande di esplorazione ed efficaci riformulazioni è stato possibile capire cosa il coachee intendesse e aiutarlo a codificare meglio il “problema”.
Elemento utile è stato l’utilizzo di metafore, già adottate dal coachee e rinforzate dal coach.
Il coach successivamente ha posto una domanda alla quale è seguito un silenzio… un silenzio utile per riformulare, per esplorare, codificare e scoprire nuovi modi di pensare… la domanda è stata potente perché ha fatto riflettere il coachee su elementi mai presi in considerazione.
Stimolare un nuovo modo di pensare, significa stimolare la creatività e soluzioni innovative. E’ stata una sessione efficace seguita poi da un piano di azione che in qualche modo ha aumentato il senso di responsabilità del coachee.
di Sara Spera
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