L’incontro di ieri sulla Calibrazione avanzata ha davvero soddisfatto le aspettative!
Si è rivelato molto proficuo da un punto di vista dell’apprendimento e anche molto piacevole e divertente grazie alla capacità comunicativa e allo stile coinvolgente dei due trainers Alessandro Mora e Pasquale Acampora.
Si sono finalmente chiariti alcuni concetti cardine della PNL come la calibrazione sia nella dimensione macro che micro, e la mind reading che spesso è causa di misunderstanding e valutazioni sbagliate!
Illuminante è stato anche soffermarsi a riflettere che l’abilità di calibrazione, anche la più fine e “allenata” può risultare inutile se a monte non si verifichi una gestione ottimale del proprio stato d’animo.
La gestione dello stato d’animo ci permette di mantenere l’uptime e mettere a frutto le informazioni raccolte dalla calibrazione per creare un miglior rapport.
Infine i tre esercizi svolti per sviluppare una migliore abilità di calibrazione visiva, uditiva e cinestesica hanno permesso ad alcuni di noi di riscoprire una sensibilità inaspettata in un canale sensoriale che magari si era sempre considerato secondario.
Una serata che credo ci abbia lasciato diversi spunti di riflessione e nuovi apprendimenti per potenziare la nostra abilità di calibrazione e quindi ottenere il meglio da noi e dagli altri.
Di Sandra Del Rosso
Tags: Alessandro Mora, CALIBRAZIONE, calibrazione visiva, gestione dello stato, gruppi di pratica di PNL, laboratorio di PNL, master trainer, mind reading, pnl in pratica











Ciao bella recensione davvero.
Potresti descrivere nei dettagli gli esercizi che sono stati fatti per chi come me non è potuto essere presente ?
E cosa intendi con quel commento sul mind reading? Non lo ho capito.
Grazie in anticipo.
Ciao Mentalist ! La Mind reading (=lettura della mente o del pensiero) può comportare equivoci e interpretazioni sbagliate perchè può essere frutto di una supposizione, la quale ci fa associare un comportamento o un atteggiameto ad un’idea o meglio ad un giudizio su quello che osserviamo.
Scatta in noi una vera e propria “equivalenza complessa”,ossia l’associazione di due elementi che non necessariamente siano uno conseguenza dell’altro o cmq correlati.
Ad esempio ,se durante fase di calibrazione notiamo dei segnali non verbali negativi da parte del nostro interlocutore, (ad es. le braccia incrociate che nel linguaggio del corpo significano appunto chiusura e disaccordo) non dobbiamo subito desumere che ci sia davvero chiusura verso di noi! Magari si tratta solo di una posizione comoda!
Una fine calibrazione dunque ci permetterà di cogliere ulteriori segnali che, inseriti in uno specifico contesto situazionale e notati con una certa regolarità di accadimento, possano confermare o smentire le nostre valutazioni!
Per quanto riguarda la parte pratica, abbiamo lavorato a coppie svolgendo tre esercizi diversi, cambiando parter ad ogni esercizio..Per l’esercizio di calibrazione visiva abbiamo dovuto pensare ad una persona antipatica e ad una simpatica ad occhi chiusi mentre il calibratore osservava; di seguito il calibratore ha rivolto domande alla persona calibrata cercando di indovinare chi la persona avesse in mente …Per gli altri esercizi la procedura è stata simile ma abbiamo stimolato il sistema uditivo e cinestesico….dovevi esserci Mentalist!
La calibrazione è il passaggio fondamentale per applicare qualunque tecnica avanzata.
Avete avuto la fortuna di incontrare Alessandro Mora: un abile applicatore di tecniche di PNL e un eccellente Trainer. Non per niente è stato nominato master Trainer (o come amiamo chiamarlo “il magnifico trainer”)
Ciao
Matteo