L’incontro è iniziato con Lorenzo, il quale, sottolineando al gruppo il taglio esperenziale della serata, ha proposto inizialmente una breve introduzione sull’argomento: Sleight of Mouth.
La parola “Sleight” deriva dal norvegese “destrezza”, “scaltrezza” ed associata al termine “Mouth” sta ad indicare “abilità di lingua, di linguaggio”.
Lorenzo ha spiegato al gruppo che le credenze e le convinzioni sono sensazioni di certezza rispetto a qualcosa. Spesso le convinzioni individuali non sono funzionali alla persona e, quindi, diventa necessario un loro cambiamento. Bandler, nello specifico, propone il cambiamento delle submodalità della convinzione.
I partecipanti sono stati, quindi, invitati a sperimentarsi in esercizi pratici per apprendere i giochi di parola passando proprio dalla dimensione del “saper fare”.
Gli esercizi proposti sono stati davvero interessanti ed hanno permesso di esplorare al meglio le diverse modalità con cui si può provare a cambiare una convinzione non funzionale.
Lorenzo ha iniziato spiegando l’equivalenza complessa:
x=y dove x rappresenta l’evento e y lo stato interno
x -> y dove x rappresenta la causa ed y l’effetto.
Poi ha illustrato i 14 modelli di Sleight of Mouth:
1. Ridefinizione
2. Applicazione a chi parla
3. Intenzione positiva
4. Conseguenze
5. Cambio di risultato
6. Chunk up
7. Chunk down
8. Contro esempio
9. Modello del mondo
10. Strategia di realtà
11. Cambio di cornice
12. Metafora
13. Gerarchia di criteri
14. Cambio di meta-cornice
Lorenzo ha proposto al gruppo di allenarsi, invitando i partecipanti a trovare come rifermento un’affermazione che esprimeva una convinzione limitante. E’ stata, quindi, individuata la seguente convinzione : “ L’unica vacanza rilassante è il mare”.
Poi ha invitato tutti i partecipanti a sperimentarsi con le differenti 14 tecniche con cui essa può essere ridefinita per indurre l’interlocutore a cambiare la sua convinzione. Allenandosi con i differenti modelli di Sleight of Mouth, sono emersi i seguenti esempi:
1. Ridefinizione:
“ Vorresti dire che la sabbia addosso ti rilassa? “ Il mare ti fà dormire?”
2. Applicazione a chi parla:
“ L’idea di una vacanza al mare è così rilassante che diventa quasi noiosa”
3. Intenzione positiva:
“ So che hai bisogno di rimetterti in sesto e questo lo si può fare anche andando….”
4. Conseguenze:
“ Hai idea del trauma del rientro?” “Hai idea di quanto ti potresti scottare con il sole?”
5. Cambio di risultato:
“ La troppa tranquillità è snervante” “ Troppo sole invecchia la pelle”
6. Chunk up:
“ … E in mezzo all’oceano?” “… E se ci passassi tutto l’anno?”
7. Chunk down:
“… e Rimini?” “Anche una goccia d’acqua ti rilassa?”
8. Contro esempio:
“ Vuoi dire che la scorsa vacanza a ferragosto ti sei rilassato?
9. Modello del mondo:
“ Un banbino di 10 anni si rilasserebbe?” “ … Anche un bagnino si rilassa?”
10. Strategia di realtà:
“ Come fai a saperlo?”
11. Cambio di cornice:
“ Perché, il lago non rilassa?” “….. Anche a natale con 5° gradi?”
12. Metafora:
“ Il fatto che non ci sia vento non vuol dire che non stia per arrivare la tempesta”
13. Gerarchia di criteri:
“ Pensi che sarebbe funzionale al nostro rapporto andare al mare?”
14. Cambio di meta-cornice:
“L’allenamento” è poi proseguito con un’altra convinzione : “La delinquenza è aumentata con gli stranieri”.
Quindi: x ( straniero) = y ( delinquente)
Applicando i differenti modelli di Sleight of Mouth, sono emersi i seguenti esempi:
1. Ridefinizione:
“ Le persone non nate in Italia sono delinquenti?”
“ Vuoi dire che un Italiano nato all’estero è un deliquente?”
“ Gli stranieri sono assassini?”
2. Applicazione a chi parla:
“ Quando vai all’estero diventi un delinquente?”
3. Intenzione positiva
“ Capisco sei preoccupato per..”
4. Conseguenze
“ Allora le carceri sono piene solo di stranieri”
5. Cambio di risultato
“ Basterebbe dargli la cittadinanza per evitare la delinquenza”
6. Chunk up
“ … E’ l’umanità ad essere delinquente”
7. Chunk down
“ Il Papa è un delinquente?”
8. Contro esempio
“ Vuoi dire che Ghandi è stato un delinquente?”
9. Modello del mondo
“ Siamo tutti cittadini del mondo”
10. Strategia di realtà
“ Come fai a saperlo?” “ Come fai a dirlo?”
11. Cambio di cornice
“ Quando vai all’estero ti senti delinquente?”
12. Metafora
“ Per un fiore un’ape è uno straniero che lo aiuta a riprodursi?”
13. Gerarchia di criteri
“ Siamo tutti figli di Dio”
14. Cambio di meta-cornice
Lorenzo, nella parte finale dell’incontro ha consigliato la lettura approfondita del libro: “Il Potere delle Parole e della PNL (Sleight of Mouth). Approfondimenti di PNL” scritto da Robert Dilts e centrato sul potente impatto delle parole sulle emozioni, sulle convinzioni e sulla vita delle persone.
Hanno chiuso l’esperienza Danilo Carboni, Presidente di PNL in Pratica e Giovanni Manca, ricordando l’importanza della registrazione, tramite internet, ai singoli eventi e promuovendo il nuovo sistema dei crediti proposto dall’ Associazione. Danilo Carboni, infine, ha colto l’occasione per far conoscere alcune iniziative di PNL in Pratica. Nello specifico ha parlato di una serata organizzata su Milano dal tema “PNL E POESIA”.
Punti di forza della serata
L’esperienza ha rappresentato un’ottima palestra in cui è stato possibile allenarsi per migliorare e sviluppare nuove abilità linguistiche. Gli incontri di pratica, infatti, rappresentano importanti momenti di formazione per coloro che hanno voglia di acquisire nuove conoscenze ed abilità e raffinare le proprie competenze relativamente alla dimensione del saper fare.
Aree di miglioramento della serata
Ritengo che una criticità caratterizzante la serata è stata la mancanza di una condivisione approfondita in gruppo su quanto appreso. Non c’è stato, infatti, molto tempo per esprimere considerazioni individuali sull’ incontro e per restituire al gruppo feedback personali.
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>”La parola “Sleight” deriva dal norvegese “destrezza”, “scaltrezza” ed >associata al termine “Mouth” sta ad indicare “abilità di lingua, di >linguaggio”.
No.
Deriva dalla lingua inglese, per chi non lo sapesse è nata dall’ unione di sassoni e normanni, ecco perchè il retaggio norvegese.
Il termine inglese dal quale ha origine questa espressione è sleight of hand, nato nell’ambito della prestigiazione. Indica giochi di mano, viene usato anche per indicare destrezza di mani ad esempio dei giocolieri o dei trucchi con le carte.
In origine Dilts codificò le strutture che usava Bandler per rispondere alle obiezioni, e le pubblicò su un libro usando come immagine che richiama un esplicito riferimento sessuale (sotto il link alla foto)
http://www.amazon.com/gp/product/images/0916990478/sr=8-1/qid=1273088964/ref=dp_image_text_0?ie=UTF8&n=283155&s=books&qid=1273088964&sr=8-1
col titolo di sleight of mouth, giochi di bocca, inteso come destrezza linguistica, ovvero quello che faceva Bandler.
Il nome stesso del libro applica i principi degli S.O.M creando un gioco di parole, sul concetto di sleight of hands, ma evidentemente nessuno se ne è accorto e lo fa anche visivamente dato che nella bocca della donna cè’ un baro con le carte, per associare prestigiazione, magia e destrezza nelle parole. Questo è il significato del termine.
>Poi ha invitato tutti i partecipanti a sperimentarsi con le differenti 14 >tecniche con cui essa può essere ridefinita per indurre l’interlocutore a >cambiare la sua convinzione. Allenandosi con i differenti modelli di >Sleight of Mouth, sono emersi i seguenti esempi:
Ragazzi non si può insegnare ad usare i S.O.M. in questo modo, con i 14 modelli, si faceva 12 anni fa, e quasi nessuno li riesce nemmeno a memorizzare tutti figuriamoci impararli o applicarli.
Tra l’altro spiegati in questo modo si perde il filo conduttore che lega i S.O.M al Milton Model, al Metamodello e ai Metaprogrammi, fondamentale da imparare.
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>Lorenzo, nella parte finale dell’incontro ha consigliato la lettura >approfondita del libro: “Il Potere delle Parole e della PNL (Sleight of >Mouth). Approfondimenti di PNL” scritto da Robert Dilts e centrato sul >potente impatto delle parole sulle emozioni, sulle convinzioni e sulla >vita delle persone.
Se uno deve prendersi quel libro per diventare il classico teorico della pnl che non sa applicare quasi nulla e non ha senso dell’umorismo, tanto vale prendersi Mind-Lines di Michael Hall, che è fatto MOLTO meglio del libro dello stesso Dilts, solo che è pesantissimo e veramente complicato e di difficile applicazione, e noiso…
Il miglior libro sui S.O.M che esiste in italiano non è un libro di PNL
Si intitola “Al gusto” di cioccolato” di Matteo Rampin. Non nomina mai i S.O.M, nè la PNL, ma magia magia, a fine lettura li imparate tutti e molto di più…
Se invece sapete l’inglese (e nel 2010 non è concepibile che chi si appassiona seriamente di PNL non sappia l’inglese…usi le skills che impara ai corsi per accelerare l’apprendimento della lingua anglofona)
il miglior materiale *RECENTE* che c’è sui S.O.M. a parte TUTTI i video di Bandler, sono i prodotti di Doug O’ Brien, trainer specialista nei S.O.M. e Kenrick Cleveland da cui molti super venditori si sono formati per imparare a gestire le obiezioni.
Buono Studio!
J. F.
Ciao J. Fascina,
grazie per il tuo intervento puntuale e preciso.
Tieni presente che in questa parte del nostro portale internet, il blog, vengono pubblicate le impressioni dei presenti che possono non essere esperti di PNL e inoltre che riportano anche informazioni filtrate dalla loro percezione.
Consiglio dunque, piuttosto che giudicare cosa ha sbagliato il trainer o cosa è giusto fare durante i gruppi di pratica sulla base di questa lettura, di argomentare e commentare il testo che di per sè è già un commento all’evento.
Ti invitiamo ovviamente a venire e partecipare ai nostri gruppi per avere un approccio più diretto e commentare tu stesso nel blog dando spazio alla discussione che non solo è giusto che ci sia, ma è anche molto funzionale alla crescita di noi tutti.
Un saluto e a presto.
Ciao e grazie per la risposta.
Per prima cosa mi cospargo il capo di cenere, non sapevo che Consuelo fosse una novizia di PNL dato che fa parte del team dell’associazione e parlava nella sua presentazione di come integra la Pnl nella sua vita, ho dato per scontato che fosse un minimo esperta, e invece è una novizia, mi sono sbagliato.
Rileggendo mi rendo conto che il contenuto del mio commento forse è un pò forte, comunque vorrei precisare due punti.
1)Se anche chi scrive non è esperto di PNL o filtra le informazioni ricevute dal suo filtro percettivo, questo non centra col mio commento sulla lingua inglese, parliamo di nozioni di storia e geografia e linguaggio che si imparano alla scuola media e superiore, non c’entra la PNL.
2) Penso di poter esprimere la mia opinione sul lavoro del trainer e su come dovrebbe essere essere fatto un corso sui S.O.M. sulla base dell’ esperienza e delle competenze che ho, allo stato attuale penso di essere in grado di valutare sulla base di quello che ho letto, per quanto possa essere ridotto e distorto il commento dell’evento in forma scritta, ne è stata descritta una parte della struttura che è più che sufficente per rendere esplicito il metodo di insegnamento della metodologia, che secondo me oggi va insegnata diversamente, lo stesso Dilts spiega nell’introduzione al libro dei S.O.M (!) che non vanno insegnati nel modo in cui è stato fatto al corso, e lo diceva 20+ anni fa!
Leggilo, io lo ho riletto oggi.
Quante persone trainer incluso che hanno partecipato al gruppo di pratica hanno studiato in audio o video il modo in cui dilts insegna oggi i SOM? Te lo dico io, nessuno. Uno a voler essere ottimisti. Forse troppo ottimisti.
L’ ultimo corso che è Dilts ha fatto sui som ed stato registrato in audio è del 2007. Spero che tutti qui saremo concordi nel dire che non lo insegnerà nel 2007 come faceva 25 anni fa… essendo un super ricercatore si sarà evoluto in 25 anni, no?
Se vengono insegnati questi suoi modelli recenti nel gruppo di pratica, mi cospargo di nuovo il capo di cenere e non scrivo più nessun commento.
Ma se questo non è il caso, forse è meglio approfondire un pochino….
Un grosso abbraccio e buona Pnl.
J.F