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Allergia e PNL: una possibile soluzione PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandro Mora   
Venerdì 28 Maggio 2010 06:21

 

cura_allergia_con_la_pnlPossiamo davvero risolvere alcuni tipi di allergia con la PNL?

La primavera è arrivata e, come ogni anno, alcuni miei amici e conoscenti hanno iniziato a starnutire, lacrimare e sviluppare alcune reazioni allergiche. Ritengo che, in molte occasioni, il semplice fatto che una persona sappia cosa aspettarsi faccia scatenare la reazione.
Affermazione forte? Vediamo!

Partiamo con un po' di storia: l'immunologo Michael Levi, vincitore di un prestigioso premio della World Health Association per i suoi lavori che dimostravano i legami tra i virus e le infezioni, descrisse le allergie come una sorta di fobia che il sistema immunitario sviluppa in risposta ad una particolare sostanza. Da questa prospettiva, qualcosa di innocuo (ad esempio il polline) diventava pericoloso e faceva entrare il sistema immunitario in panico.

Hai mai notato che alcune reazioni allergiche, in alcuni momenti (ad esempio prima di addormentarsi) scompaiono?

Così come una fobia, anche un'allergia è una risposta condizionata. Alcune ricerche nel campo della psiconeuroimmunologia (condotte dallo psicologo Robert Ader e altri) hanno dimostrato come le allergie possono essere infatti condizionate più o meno come Pavlov ha fatto con i suoi famosi cani.

In un interessante studio, alcuni porcellini d'India furono sovraesposti ad una sostanza chimica fino a diventarne allergici. Successivamente continuarono l'esperimento aggiungendo alla presenza della sostanza anche un profumo specifico. Infine i ricercatori fecero annusare ai porcellini solamente quel profumo (senza esporli alla sostanza chimica per la quale avevano sviluppato l'allergia) e nelle cavie si scatenò comunque la reazione allergica completa con conseguente rilascio di istamina, così come se fosse stato presente l'allergene.

Altro esempio eclatante fu presentato dal dott. John MacKenzie che stava trattando una persona con l'allergia per le rose. Prima della sessione mise nel suo studio una rosa finta e, non appena la paziente entrò nella stanza e vide la rosa (senza rendersi conto che non era reale) iniziò a sviluppare sorprendentemente un'intensa reazione allergica.

Ulteriori esperimenti hanno dimostrato come le nostre convinzioni e aspettative sulle allergie possono giocare un ruolo determinante nella reazione del nostro organismo.

Seguendo l'idea del dott. Levi, vale a dire che l'allergia si comporta come una fobia, Robert Dilts riprese la tecnica del "fast phobia cure" e la adattò a questo contesto. Alla base del suo approccio c'è proprio l'idea che il nostro sistema immunitario si può "allenare": allo stesso modo in cui può essere condizionato nello sviluppare un'allergia, così può essere ri-educato a rispondere in modo tranquillo ad una sostanza che in precedenza era stata marchiata come "nociva".

Visto che è periodo ho pensato di postare la tecnica così da poterti cimentare e vederne i risultati. Se hai frequentato un PNL Practitioner dovresti essere in grado di seguire i passi con facilità.
1. Fai riaccedere mentalmente la persona allo stato: "come ti senti quando sei in presenza dell'allergene"? Nota le reazioni fisiologiche, il respiro, i movimenti oculari, ecc.
2. Stabilisci lo stato desiderato e testa l' ecologia: come si vuole sentire in presenza della sostanza? Come sarebbe la sua vita senza allergia? Nota se eventualmente ci possono essere conseguenze in qualche modo negative. Se è tutto ok procedi al punto 3.
3. Trova un controesempio: c'è mai stata una volta in cui la persona è stata vicina all'allergene (o ad una sostanza molto simile) e il sistema immunitario ha risposto in modo appropriato anziché con la reazione allergica? Se sì, falla accedere allo stato e àncoralo (A).
4. Dissocia la persona. Chiedi alla persona di immaginare uno schermo in plexiglass che va da una parete all'altra e che la ripara. Poi chiedile di vedere se stessa dall'altra parte dello schermo (sempre con l'àncora positiva attivata) mentre dispone della nuova risorsa che ha imparato (A).
5. Falle immaginare di introdurre gradualmente dall'altra parte dello schermo di plexiglass la sostanza che prima le creava il problema e falle notare come l'altra "se stessa" è tranquilla e il suo sistema ha imparato come comportarsi in presenza di quell'elemento (àncora A sempre attiva).
6. Riassociala. Porta la persona indietro nel suo corpo facendole immaginare che si trova in presenza della sostanza (mentre continui a tenere l'àncora A attiva).
7. Ricalco nel futuro. Falle immaginare una situazione futura in cui si troverà in presenza della sostanza e si sentirà completamente a suo agio, poiché ora il suo sistema immunitario "possiede la conoscenza della risposta appropriata a quella situazione".
8. Test di verifca

ATTENZIONE: è evidente che nel caso di un'allergia grave (ad esempio in mancanza di qualche enzima particolare) è da EVITARE accuratamente l'applicazione di questa tecnica! Confido nel tuo buon senso e ti sprono ad accertarti di fare le cose propriamente... Innanzitutto è fondamentale capire la differenza tra un'allergia che può causare uno shock anafilattico e una semplice allergia ai pollini...
A questo punto ti auguro un buon allenamento e buona pratica!
 
 

 

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